Tanto gli studenti quanto i lavoratori italiani considerano la digitalizzazione un elemento fondamentale e le competenze digitali indispensabili.

competenze digitali

Tuttavia, come spiega Repubblica, “due terzi dei dipendenti si sentono scarsamente qualificati in questo campo per riuscire a garantire la propria occupabilità in futuro e soltanto un’impresa su tre dispone di personale adeguato a sviluppare una strategia per le competenze digitali”.

Il Randstad Workmonitor fotografa, nel quarto trimestre del 2016, il grado di digital awareness sul posto di lavoro. “Le imprese italiane appaiono ancora poco preparate alla sfida delle competenze digitali. Ben il 67% dei lavoratori infatti sente il bisogno di accrescerle, un dato che denuncia la necessità di formazione, accompagnata ovviamente dalla disponibilità di strumenti e infrastrutture digitali, per evitare che il nostro sistema economico perda competitività di fronte alle sfide del futuro, che saranno in gran parte nel campo digitale”. Sempre secondo la ricerca, “il 90% degli italiani ritiene che tutte le imprese dovrebbero dotarsi di una strategia digitale. Una consapevolezza superiore di sei punti percentuali alla media globale (84%), che colloca il nostro Paese al sesto posto tra le nazioni oggetto di indagine, dopo Messico (95%), Brasile e Cile (94%), Portogallo e India (93%), Malesia e Argentina (92%)”. Inoltre, “Solo il 57% dei lavoratori ritiene che la propria azienda abbia già adottato una strategia digitale, contro il 59% della media globale.

Nello stesso ambito, la seconda edizione della ricerca Il Futuro è oggi: sei pronto? realizzata tra oltre 2.600 universitari dalla società University 2 business segna un ritardo non nuovo per l’Italia. “Ma ancora più grave se si confrontano le aspettative dei ragazzi con quelle delle imprese che li dovrebbero assumere. Una buona fetta degli universitari, il 59%, ritiene che le competenze digitali siano “essenziali” (19%) o “molto importanti” (40%) per trovare impiego. Da parte delle aziende però queste conoscenze sono giudicate ancora più decisive: fondamentali per il 51% dei responsabili Risorse umane e molto importanti per il 43%”.