Secondo gli ultimi dati della Banca d’Italia, il trend di crescita dell’m-commerce fa sperare in un futuro allineamento del nostro paese con il resto dei Paesi Europei.

m-commerce

Banca d’Italia quantifica i costi di gestione della moneta contante in 8 miliardi l’anno, cioè 133 euro pro capite. Una cifra enorme se confrontata con le carte di credito che costano 11 euro a persona e quelle di debito 18 euro. Inoltre, l’avvento dell’e-payment e dell’m-commerce porta alla tracciabilità degli acquisti effettuati, il che porterebbe un argine all’evasione fiscale che ogni anno ci costa 25 miliardi di euro.

Le transazioni m-commerce sono aumentate di 37 miliardi tra il 2013 ed il 2015. Tra queste è il Pos il metodo più utilizzato per gli acquisti nei negozi fisici e rappresenta l’88% di tutto il mercato, circa 153 miliardi di Euro. Numeri determinati in gran parte dall’introduzione dell’obbligo del Pos per commercianti ed esercenti risalente al 2014 e alla Legge di Stabilità del 2016 che ha stabilito l’accettazione obbligatoria della carta elettronica per ogni tipo di importo. Numeri in crescita che, tuttavia, lasciano l’Italia ancora dietro il resto d’Europa: se nel nostro Paese ci sono più Pos che negli altri, questi vengono sfruttati meno e il valore delle transazioni pro capite resta fermo a 38 Euro contro i 110 di Francia, Regno Unito e Germania.

Se già nel 2015 l’m-commerce valeva quasi 2,7 miliardi di euro, gli esperti stimano che, trainato dagli acquisti di beni, servizi e contenuti digitali tramite app, raggiungerà nel 2018 una cifra compresa tra i 4 e i 5 miliardi, arrivando a rappresentare il 15% del mercato dell’e-commerce.