A Mendrisio, in Svizzera, in consiglio comunale si discute della possibilità di introdurre una moneta complementare, denominata Ndrisiome, sulla scia di quanto avviene già in altri paesi del mondo.

Ndrisiome, Farinet e Lemanico

Inoltre, come racconta il Corriere del Ticino, “Un collettivo di cittadini vuole lanciare il Farinet, una moneta complementare circoscritta al cantone Vallese per favorire l’economia. Il lemanico, la moneta locale della regione transfrontaliera del Lago di Ginevra, è sbarcato recentemente anche a Losanna. Dalla sua creazione, nel settembre 2015, la moneta era utilizzata soprattutto in Francia e a Ginevra. Attualmente, circola in circa duecento attività, tra negozi e imprese”.

L’idea di una moneta complementare come Ndrisiome è presente in una sessantina di Paesi del mondo e, a livello mondiale, ci sono attualmente 5000 casi analoghi utilizzati attraverso sistemi variegati in diverse comunità. “Le valute complementari sono strumenti di commutazione con cui è possibile scambiare beni e servizi affiancando il denaro ufficiale (rispetto al quale sono complementari). La base fondamentale della moneta complementare come Ndrisiome non è la dimensione pubblica e legale della moneta, ma quella più propriamente contrattuale degli accordi anche di tipo associativo, a sostegno della sua emissione e accettazione come mezzo di pagamento. In altre parole, le monete complementari aderiscono alla definizione antica di denaro, ossia un accordo all’interno di una comunità che accetta di utilizzare qualcosa come bene di scambio riconosciuto”. Questi nuovi circuiti monetari “non generano interessi e servono solo a rimettere in moto gli scambi. La moneta locale come Ndrisiome non crea debito ma serve principalmente al rilancio delle economie locali”.